‘Equality’ | Il nuovo Spot della Nike parla veramente  di Uguaglianza?

‘Equality’ | Il nuovo Spot della Nike parla veramente di Uguaglianza?


L’altro ieri è uscito “Equality”, il nuovo spot della Nike che lancia un messaggio molto chiaro e cristallino: Uguaglianza per tutti.

La presenza di alcuni dei migliori sportivi al mondo, sponsorizzati Nike – LeBron James, Serena Williams, Kevin Durant, Megan Rapinoe, Dalilah Muhammad, Gabby Douglas e Victor Cruz – ha aiutato il brand a far diventare virale il video.

C’è da dire che lo spot, in bianco e nero, è stupendo. Le immagini sono eloquenti. In sottofondo c’è la splendida voce di Alicia Keys che canta “A Change is Gonna Come”, il potentissimo pezzo del 1963 di James Cooke che negli anni ’60 assunse una notevole importanza perchè diventò l’inno del Movimento per i Diritti Civili. E lo spot non a caso è stato lanciato a febbraio, mese in cui negli Stati Uniti e in Canada si celebra il Black History Month [è ora in corso a Firenze.]
griot-mag-Equality - alicia-keys | Il nuovo Spot della Nike parla veramente di Uguaglianza?La voce narrante della Nike è impersonificata dal grande Micheal Jordan, storica figura simbolo del brand, che tocca alcuni punti cruciali, sentiti da molti. “L’uguaglianza non dovrebbe avere confini”. “Le opportunità non dovrebbero discriminare”. “La palla dovrebbe rimbalzare allo stesso modo per tutti”. “Se possiamo essere uguali sul terreno sportivo, allora possiamo esserlo ovunque”.

Frasi belle, forti, che fanno sperare in un futuro migliore. Se in più si considera che la Nike ha annunciato che nel 2017 donerà $5 milioni alle “numerose organizzazioni che promuovono l’uguaglianza nelle comunità negli Stati Uniti” il colpo da maestro è riuscito.
griot-mag-Equality - serena williams | Il nuovo Spot della Nike parla veramente di Uguaglianza?Alcuni utenti però non la vedono tutta questa bontà e hanno attaccato la Nike sulle condizioni lavorative dei suoi lavoratori – e altri per il fatto che in uno spot che parla di Uguaglianza non ci sono latini, asiatici, medio orientali, nativi americani… e su questo non hanno tutti i torti.

Nel frattempo in India Nike paga i bambini 12 centesimi l’ora per fare le scarpe,” scrive un utente. “Chissà cosa hanno da dire  i lavoratori che lavorano nelle tue fabbriche sfruttatrici…” commenta un altro.” Nike non crede che l”Uguaglianza’ conti molto per le pesone che lavorano nelle sue fabbriche per produrre le sue scarpe,” dice un altro ancora.

Cosa ne pensiamo? La Corporate Social Responsibility – Responsabilità Sociale d’Impresa – è una pratica aziendale che negli Stati Uniti esiste da moltissimi anni mentre qui in Italia da circa 10 anni è entrata a pieno regime nella politica di molte aziende. In pratica si tratta di attività, progetti che le aziende mettono in piedi e di cui la società in qualche modo beneficia.

Pensiamo che il messaggio di Nike sia molto forte e che sia giusto che un brand prenda posizione su questi temi. Soprattutto per le implicazioni e le responsabilità che ha nella società e per il peso che riveste nella costruzione della cultura e dell’immaginiario popolari.

Crediamo che Nike dovebbe e potrebbe però concretizzare in maniera più efficace la sua Corporate Social Responsibility spingendosi anche più oltre, per esempio indirizzando la stessa somma – più alta possibilmente –  che ha promesso di donare alle organizzazioni no profit statunitensi ai lavoratori che impiega nelle sue fabbriche fuori dagli States, per migliorare le loro condizioni umane, lavorative e sociali. E anche impegnarsi di più sul lato ambientale.

Sei un simbolo per molti Nike. Ce la puoi fare.

Guardatevi lo spot.

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