Dzhangal | L’umanità degli oggetti di Calais attraverso la lente di Gideon Mendel

Dzhangal | L’umanità degli oggetti di Calais attraverso la lente di Gideon Mendel


Camminare giù per Rivington Street ed arrivare davanti alla galleria d’arte Autograph ABP è un pugno nello stomaco. Dalla vivace movida hipster che transita spensieratamente tra Old street e Shoredicth a quel pochissimo che rimane dello slum più famoso di tutta Europa, la giungla di Calais.

griot-mag-Dzhangal - tampone | L'umanità degli oggetti di Calais attraverso la lente di Gideon Mendel

Tampon with applicator raccolto il 21 maggio 2016, Gideon Mendel

Si è conlusa lo scorso weekend la mostra “Dzhangaldel fotografo Gideon Mendel, che prende il titolo da una parola Pashtu che significa “questa è la foresta” – da cui deriva il famoso nome “giungla”. L’originale installazione consiste di vari oggetti che Mendel ha raccolto durante le sue numerose visite a Calais.

A quanto pare il progetto iniziale era quello di insegnare fotografia ai rifugiati, ma vista la loro diffidenza nei confronti dell’obiettivo per timore di mettere a repentaglio le loro richieste d’asilo, il fotografo ha pensato di rivolgere invece l’attenzione alla miriade di oggetti abbandonati al suolo.

griot-mag-Dzhangal | L'umanità degli oggetti di Calais attraverso la lente di Gideon Mendel

Doll’s head, raccolto il 28 ottobre 2016, Gideon Mendel

Mendel ha voluto ritrarre l’umanità della giungla di Calais piuttosto che la sua controversialità, con l’obiettivo di creare ordine dal disordine; per questo motivo ha deciso di organizzare gli oggetti in maniera ordinata nell’installazione e nelle fotografie, che senza ombra di dubbio colpiscono.

La giungla di Calais è un tema che è passato di moda alla stessa velocità con cui lo era diventato – e questo nonostante tutte le tragedie e le violazioni di diritti umani che hanno preso luogo.

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Kitchen utensils, raccolti il 27 e 28 ottobre 2016, Gideon Mendel

Gideon Mendel si è sempre dedicato a trattare temi sociali con la sua arte, ma in questo caso è davvero riuscito a pieno nell’intento, fissando nel tempo, con l’immagine, ciò che le varie istituzioni internazionali sembrano già essere pronte a voler dimenticare.

Immagine in evidenza |Thirty shoes, trainers, and sandals, Raccolte il 21 maggio, 15 settembre, 27 ottobre, 28 ottobre 2016, Gideon Mendel

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Celine Angbeletchy

Celine Angbeletchy

Sono una persona molto eclettica con un’ossessione per la musica e la sociologia. Nata e cresciuta in Italia, Londra è diventata la mia casa. Qui creo beat, ballo, canto, suono, scrivo, cucino e insegno in una scuola internazionale.

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  1. Drapetomania | Un'utopia musicale senza confini | GRIOT

    […] Il concetto è ulteriormente sviluppato in Abandon, una serie di quattro video [The miner, The Cleaner, The Salarymen, Los Chatarreros] in cui “musica, cinema e danza evocano l’urgenza dell’uscita dal antropocene”. Parbatasan è un altro meraviglioso video che riflette l’ethos di Drapetomania. Registrato all’interno di una cella di campo di deportazione, è stato ispirato dall’esperienza della band nella Giungla di Calais. […]

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