‘Doing what they love’ | Il nuovo documentario sulla scena musicale sudanese dipinge un paese in flusso

‘Doing what they love’ | Il nuovo documentario sulla scena musicale sudanese dipinge un paese in flusso


Doing what they love: Yalla Khartoum è il nuovo documentario di Editude Pictures che presenta la scena musicale emergente sudanese da una prospettiva piacevolmente inesplorata.
Il documentario di 18 minuti porta alla luce i musicisti di Khartoum, esplorando il paradosso di un paese altrimenti musicalmente ricco in cui i giovani musicisti lottano per perseguire la musica come carriera, o anche solo come passione. Attingendo da storie personali di musicisti emergenti nella scena della capitale sudanese, il film cattura una gioventù determinata a trovare il valore e l’accettazione sociale della loro passione nel contesto di vari flussi sociali.

Nel film, Yalla Khartoum—un’organizzazione culturale—sembra essere un attore chiave, ospitando molti degli eventi e sostenendo tutti gli artisti che vediamo nel corso del film. Dal 2013, Yalla Khartoum ha attivato la scena nella capitale con una varietà di workshop, programmi di scambio, corsi di formazione ed eventi, incoraggiando i giovani creativi di Khartoum a trovare la propria voce ed esprimersi attraverso musica, moda, fotografia, arte e persino attività come il pattinaggio.

È sull’account di Yalla Khartoum che si incontra inaspettatamente il narratore keniota delle scene iniziali del film. Nelson Mandela Ambasa è un ex musicista della band keniota Sarabi e, si apprende subito, si trova a Khartoum per tenere uno dei workshop di Yalla Khartoum. È interessante notare che questo è anche l’argomento di un altro documentario intitolato Music is our Weapon che spiega perché Yalla potrebbe averlo invitato in primis. Il suo incredibile carisma lo rende un protagonista naturale.

Mentre il film avanza, arriviamo a sentire le storie di alcuni dei partecipanti al seminario che Nelson sta tenendo. Le storie sono sincere, ma in generale sono ambiziose e speranzose testimonianze di come ogni musicista stia cercando di farsi strada nella vita facendo musica in Sudan. La scena musicale sembra essere a un bivio: venire a patti con il proprio potenziale e con la propria identità. In una scena particolarmente potente del film, un rapper racconta la storia di come—dopo un trauma infantile che lo ha reso balbuziente—scopre che non balbetta più mentre rappa, fatto che lo porta a concludere che “la musica è magia”.

Questa dinamica continua fino alla fine del film, momento in cui ci si rende conto che il documentario è stato realizzato alla vigilia di #SudanRevolts, le proteste gravemente sottostimate dai media avvenute a Khartoum e nei suoi dintorni che a partire da Settembre 2018 hanno scosso il Sudan. Così facendo il film rende omaggio ai giovani Sudanesi che stanno guidando la trasformazione: una gioventù che immagina un nuovo futuro per sé e per il proprio paese.

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Immagine di copertina | Still video da ‘Doing what they love’

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