Daniele Spanò ci racconta la sua AMINTA | Se vi piace è lecito

Daniele Spanò ci racconta la sua AMINTA | Se vi piace è lecito


Cosa c’entrano due artisti provenienti dalla scena RAVE degli anni ’90 con una favola bucolica, scritta più di 400 anni fa da Torquato Tasso, che parla di pastori, ninfe e satiri? E perchè come unico attore in carne ed ossa presente sul palco c’è un body builder professionista?

Il binomio Daniele Spanò [scenografo e artista visivo] e Luca Brinchi [regista teatrale e scenografo multimediale]  è sicuramente di quelli esplosivi, di quelli che esortano la curiosità ad approfondire dal vivo, a teatro, la rielaborazione di un racconto in cui Tasso, di sangue blu, manifesta il suo grande rimpianto: l’Età dell’Oro.

Un’Età, un luogo e un tempo mitico nel quale l’uomo seguiva il proprio istinto, senza che istituzioni civili, turbamenti ed ansie potessero frenarlo o potessero impedire comportamenti considerati eccessivi, cosa che accadeva a chi apparteneva al mondo aristocratico.

S’ei piace ei lice, Se piace è lecito è la frase, citata nel testo, che esprime proprio questo sentimento di libertà e pulsioni, del seguire la Natura, dove c’è un pastore che si innamora di una ninfa che non lo ricambia, che viene aggredita da un satiro che vuole possederla senza il suo consenso.
griot-mag-daniele-spanò-luca-brinchi-AMINTA | Se vi piace è lecito-torquato-tasso-s'ei-piace-ei-leice_2Lo scorso 12 gennaio è andata in scena la prima e io ho girato qualche domanda a Spanò, visto che fino al 29 è possibile vederlo al Teatro India.

Come avete rielaborato AMINTA, S’ei piace ei lice?

L’intreccio drammaturgico originale del Tasso c’è sempre, fatta eccezione per il finale, che chiaramente non svelo.

Apparentemente semplice, il testo dell’Aminta in realtà nasconde tematiche e problematiche molto attuali. L’amore di due adolescenti e le loro contraddizioni che sfociano in diverse tragedie sventate, come il suicidio e lo stupro.
griot-mag-daniele-spanò-luca-brinchi-AMINTA | Se vi piace è lecito-torquato-tasso-s'ei-piace-ei-leiceL’aspetto che contraddistingue questa rielaborazione dell’Aminta è l’impianto scenico. Il palco infatti si trasforma in un dispositivo multimediale dove macchinari, videoproiezioni e diverse tipologie di speaker guidano lo spettatore all’interno del racconto.

E poi la messa in scena è senza attori, tranne per la figura del Satiro, che è interpretato dal body builder professionista Davide Pioggia.

L’aspetto sonoro, parte fondamentale dello spettacolo, è curato da Franz Rosati, compositore contemporaneo che per questo lavoro ha dosato sapientemente atmosfere noise, metal con melodie distorte, intrecciando in maniera abile il tessuto sonoro con le voci registrate.

Come vi siete incontrati con Luca Brinchi e perché avete deciso di lavorare ad Aminta?

Io e Luca ci siamo conosciuti nella scena Rave della seconda metà degli anni ’90. Performer lui, vj io, abbiamo condiviso “un’epoca” che ancora oggi influenza l’estetica contemporanea.

Da tre anni invece lavoriamo insieme ad una serie di progetti che spaziano dal teatro, alle videoinstallzioni per moda ed eventi.

Aminta è la nostra prima regia fatta insieme per uno spettacolo teatrale. Ci è stato commissionato dalla Sagra Musicale Malatestiana di Rimini che ogni anni produce un progetto speciale dove testi del passato vengono interpretati da artisti contemporanei.
griot-mag-daniele-spanò-luca-brinchi-AMINTA | Se vi piace è lecito-torquato-tasso-s'ei-piace-ei-leice_3Dopo una prima lettura ci siamo appassionati molto alle tematiche tassiane, soprattutto quella legata al rimpianto dell’Età dell’oro, di cui il motto è appunto “S’ei piace ei lice.” Un’epoca dove le pulsioni sono libere dalle norme civili e in cui l’armonia tra le specie è governata da Amore…forse molto vicina all’ “epoca” dei Rave?

Sei un artista visivo e hai realizzato numerosi progetti di videomapping e installazioni multimediali. Parlami del tuo percorso.

Sono da sempre affascinato da due componenti fondamentali: l’immagine e la luce. Nel video ho trovato una casa comune per questi due elementi. Come artista visivo la mia ricerca si muove in questa direzione.

In questa fase, nell’utilizzo del video, sto cercando di sottrarmi il più possibile all’elaborazione digitale; montaggio in camera, nessuna correzione colore, scelta lenta e accurata dell’inquadratura per determinare un rapporto con il presente nella “cattura” dell’immagine.

Per quanto riguarda invece la parte di lavoro che faccio con Luca, mi diverto molto e imparo tantissimo da una persona come lui che ha rivoluzionato l’idea di spettacolo dal vivo, in Italia e non solo.

Questi due aspetti della mia vita, arte visiva e teatro, si stanno avvicinando sempre di più e succede in modo naturale.

Già in Aminta mi sono sorpreso di quanto linguaggi diversi possano dialogare in una forma espressiva che sfugge alle etichette.

Aminta andrà in scena tutte le sere, alle 20:00, nella sala A del Teatro India di Roma fino al 29 gennaio. Lo spettacolo dura 35 minuti. Biglietti: 10€ intero, 7€ ridotto. Qui trovate ulteriori info.

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