Dalle parole alla pratica che produce cambiamento con il workshop di Françoise Vergès

Dalle parole alla pratica che produce cambiamento con il workshop di Françoise Vergès


Dopo aver acceso nel 2019 la scalinata di WeGil con le sue parole intorno a Un féminsime decolonial,  la studiosa indipendente, attivista e educatrice antirazzista e femminista Françoise Vergès torna al festival Short Theatre 2020 con un workshop intensivo di tre giorni, Nous tissons le linceul du vieux monde: tessiamo insieme il sudario del vecchio mondo.

La lectio magistralis dello scorso anno poneva degli interrogativi importanti e attraverso articolate riflessioni accendeva i riflettori sullo stato di salute del femminismo in questi tempi moderni: usato da ideologie di estrema destra, nazionaliste e xenofobe, dal neoliberalismo e dallo Stato; ambivalente o indifferente alla questione razziale e coloniale; borghese e vestito di bianco. Per questo la necessità di un femminsimo decoloniale, del Sud del mondo, che trascende l’uguaglianza di genere e il genere stesso, e si pone come risposta resiliente alle oppressioni di razza, classe e genere.

“La violenza sistemica e strutturale del capitalismo razzista e del patriarcato è stata, ancora una volta, aggiornata dalle politiche di contenimento che i governi hanno attuato per rispondere alla pandemia causata dal Covid-19. Femminicidi, assassini di militanti e autocton_, violenze nei confronti delle persone anziane e dei/le bambin_, aggressioni da parte delle forze dell’ordine, violenze razziste, non sono per nulla diminuite. Oggi, con la pandemia di Covid-19, la diseguaglianza, l’ingiustizia sociale e razziale si sono fatte ancora più gravi, contribuendo al rinnovarsi dell’immensa precarietà creata dalla globalizzazione del capitalismo e dalla sua struttura razziale. In queste strutture intrecciate, da una parte troviamo coloro che hanno storicamente beneficiato di protezione istituzionale—continuando a godere di questo privilegio,—dall’altra coloro che, altrettanto storicamente, sono stat_ costituit_ come usa e getta, come un surplus e come riluttanti e resistenti per natura a ciò che il potere ha concepito come ‘vita normale’. Quest_ ultim_ non solo vengono esposti al virus e alla morte, ma vedono criminalizzati i propri comportamenti. Nonostante il senso di impotenza, rabbia, angoscia e disperazione, ogni giorno, ogni mattina, da qualche parte donne e uomini resistono, squarciando il velo della normalità del crimine,” rivela Françoise Vergès.

Uno dei compiti del workshop sarà proprio quello di aggiornare gli intrecci di temporalità e spazialità che creano una vulnerabilità differenziata alla morte prematura delle persone razzializzate, precarie, trans, queer, lavoratrici del sesso, migranti, rifugiate.

“Questa che stiamo per vivere è la seconda edizione del festival in cui ci occupiamo di un luogo per noi estremamente complesso, ossia l’edificio dell’ex-Gil, WeGil oggi. È uno spazio imponente, che fa paura, un luogo pieno di segni che per chi vive a Roma sono anche segni consueti, perché la nostra città è piena di segni fascisti,” ci racconta Francesca Corona, co-dirett_ artistic_ di Short Theatre. “Abbiamo riflettuto tanto prima di capire se eravamo pronte o potevamo attrezzarci abbastanza per poterlo attraversare. Lo scorso anno è stato emozionante e importante avere Françoise Vergès e ascoltare le sue parole dalla scalinata. Il messaggio della sua lecture è arrivato dritto al punto, senza compromessi né ingentilimenti superflui, e ha prodotto uno squarcio dal quale iniziare a vedere oltre. Per questo ci/mi è sembrato naturale raccogliere l’invito di quel primo incontro e cercare di trasformare quello che era solo un contatto in una frequentazione continuata nel tempo, un rapporto più approfondito, portando avanti una pratica cara a Short Theatre, quella della cura, della relazione professionale che si fa alleanza, partigianeria.”

griot mag corona françoise verges

Francesca Corona

“Con Françoise Vergès è stato subito chiaro che la questione non fosse nei termini della collaborazione, ma dell’intraprendere un pezzo di cammino insieme. È un’alleanza che guarda a tutte le intersezioni tra arte e attivismo, teoria e politica, facendo così emergere che non c’è mai una cosa che commenta un’altra, ma c’è sempre un pensiero che entra in dialogo con altri pensieri, intendendo anche il teatro e lo spettacolo come forme di pensiero, al pari della filosofia o dei movimenti politici. Di fronte alla sua lucida analisi della realtà, la sua ferma critica al sistema e il suo invito alle alleanze, non potevamo rimanere sulla soglia.”

Il workshop, della durata di tre giorni, riunirà attivist_, artisti_e ricercat_, rappresentant_ delle istituzioni cultirali, e cercherà di tracciare intrecci, partendo dai temi che mobilitano in questo momento l’Italia, per poi sforzarsi di mettere in parole aspirazioni e desideri di emancipazione e liberazione. Un passaggio fondamentale, in un paese che ha estremo e urgente bisogno di pluralità di pensiero nel mondo delle arti, della cultura, della creatività. Tre giorni di riflessione comune in cui imparare insieme nuove parole e immaginare pratiche e strategie.

“Quel che troviamo coinvolgente del pensiero di Françoise Vergès, e quindi anche nella sua proposta laboratoriale, è l’invito a un pensiero che sappia farsi pratico, concreto, capace di spostare le cose,” continua Corona. “Credo/crediamo che tutt_ abbiamo bisogno di Parole e Pratiche come strumenti per riuscire a mettere in discussione lo stato delle cose e poi ricostruirne uno nuovo, con cui reimparare a guardare il mondo, noi stess_. Siamo perciò molto felici di poter offrire un laboratorio del genere, con una guida come quella di Françoise Vergès. La speranza è che occasioni del genere scuotano la riflessione collettiva, invitino alla costruzione di una comunità più consapevole e capace di costruire alleanze, e arricchiscano anche la nostra vita quotidiana attraverso gli strumenti della pratica politica.”

QUANDO E DOVE
Workshop gratuito, di Françoise Vergès / Short Theatre
Nous tissons le linceul du vieux monde
Tessiamo insieme il sudario del vecchio mondo
Parole e pratiche per l’antirazzismo,
anticapitalismo, antimperialismo e l’antipatriarcato

(in collaborazione con GRIOT)
dall’8 al 10 settembre
dalle 10:30 alle 13:30; dalle 16:30 alle 18:30
Teatro Argentina (Sala Squarzina)
Largo di Torre Argentina, 52, Roma
Workshop in inglese e francese con traduzione simultanea in italiano

Il workshop ha capienza limitata ed è obbligatoria la prenotazione. Per prenotarsi scrivere a shorttheatrefestival@gmail.com entro il 28 agosto inviando due righe di presentazione da cui emergano le motivazioni per cui si prende parte al workshop. La partecipazione a tutti gli appuntamenti è fortemente consigliata.

‘Nous tissons le linceul du vieux monde. Tessiamo insieme il sudario del vecchio mondo’ è parte di Tempo Libero, il luogo del festival dedicato alla formazione e ai laboratori. Scopri tutti gli altri appuntamenti. Scopri il calendario artistico completo di Short Theatre 2020

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Immagini | Tutte le immagini per gentile concessione di Short Theatre

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