BHMF | Il viaggio immaginario di Barthélémy Toguo in mostra a Firenze

BHMF | Il viaggio immaginario di Barthélémy Toguo in mostra a Firenze


Nell’ambito di un semestre dedicato alla tematica del postcoloniale, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea presenta in occasione del Black History Month Firenze e all’interno del ciclo “Global Identities. Postcolonial and cross-cultural narratives” una mostra inedita composta da tre installazioni in situ, dal titolo “Il viaggio immaginario“, dell’artista camerunense Barthélémy Toguo. Il progetto monografico racconta l’attitudine politica dell’artista, che da sempre cerca di contrastare la ghettizzazione degli artisti africani nel mercato dell’arte globale.

Con questa esposizione poeticamente intitolata “Il Viaggio Immaginario“, Toguo trasporta lo spettatore all’interno di una riflessione sulle relazioni Nord-Sud affrontando diverse tematiche. All’immagine di un bagaglio sia emotivo che fisico, l’installazione “Exodus” mette in evidenza le questioni legate alla migrazione contemporanea, evidenziando come la questione delle migrazioni di oggi sia inevitabile.

Dustbin” rifiuta chiaramente la lettura coloniale del vecchio continente, gridando: “L’Africa non è una discarica!”; mentre l’installazione “Head Above Water” sarà costruita a partire dalle riflessioni raccolte fra un centinaio di studenti italiani sul progetto di legge sullo Ius Soli, generando un dibattito su pagine sociali e politiche di forte attualità.

L’invito al viaggio di Toguo, più che immaginario, è un invito alla riflessione, orientato verso le questioni di identità, di sradicamento e di adattamento.

Il ciclo “Global Identities. Postcolonial and cross-cultural narratives” – sottolinea Valentina Gensini – intende aprire una seria riflessione sui grandi temi che attraversano la dimensione presente: è ancora possibile, nella dimensione globale, mantenere e raccontare una identità radicata alla propria cultura di orgine? Come agiscono le narrazioni in ambito postcoloniale e in dimensioni culturali ibride? In questo contesto l’opera “politica” di Barthélémy Toguo attesta l’impegno consapevole degli artisti africani nel rappresentare l’urgenza di un rinnovato impegno per un continente che si impone con autentica determinazione e consapevolezza sulla scena artistica internazionale”.

Artista multidisciplinare, Toguo si è formato ad Abidjan in Costa d’Avorio, quindi in Europa (Grenoble, Düsseldorf, Parigi). Ha partecipato ad importanti rassegne internazionali sia in Africa, come la Biennale di Dakar e Africa Remix, e Contemporary Art of a Continent, sia in Europa, alla Biennale di Venezia 2015. In Camerun, suo paese d’origine, ha fondato dal 2008 Bandjoun Station, luogo di residenze artistiche, scambio e creazione, dove vengono proposte esposizioni temporanee.

La mostra, che inagura oggi, 15 febbraio, sarà visitabile fino al 16 marzo. Curata da Janine Gaëlle Dieudji e Justin Randolph Thompson, è stata realizzata in collaborazione con L’Institut Francais Italia e Le Murate. Progetti Arte Contemporanea.

Maggiori info qui. Qui invece trovate il programma completo di BHMF.

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Immagine di copertina | Per gentile concessione di BHMF, Barthélémy Toguo, Bandjoun Station e Gallery Lelong

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