ASA | Le forme dell’amore nel nuovo album, ‘Lucid’

ASA | Le forme dell’amore nel nuovo album, ‘Lucid’


Fenomenologia di un amore, questa potrebbe essere la definizione stringata—e ovviamente riduttiva—del nuovo e quarto album della cantautrice franco-nigeriana ASA. Intitolato Lucid e pubblicato da Wagram, il disco raccoglie tredici tracce che esplorano tutto il ventaglio emozionale che una relazione amorosa può scatenare, dal più delicato al più amaro, passando per le farfalle allo stomaco fino al doloroso distacco. La voce di ASA, elegante e ricca di sfumature, attraversa generi e stili diversi, dal soul al folk al rock d’autore, grazie ad arrangiamenti efficaci ed essenziali e alla produzione del batterista Marlon B. Ammiratori fin dalla prima ora, abbiamo raggiunto l’artista per una chiacchierata sull’ultimo capitolo della sua storia musicale.

GRIOT: Sicuramente non ti ricordi, ma ci siamo già incontrate tanto tempo fa, nel 2007, prima del tuo concerto milanese al Rolling Stone, un club storico che oggi non esiste più. Sono passati tanti anni e tre album: come sei cambiata da allora e in che cosa sei rimasta uguale a te stessa?

ASA: Nella sostanza non sono cambiata, nel senso che la ragione principale per la quale scrivo canzoni è rimasta sempre la stessa. Faccio musica per rendere le persone felici, per spingerle a reagire, piangere, ridere, pensare e fare qualcosa. Tuttavia, la ragazza che incontrasti nel 2007 oggi è una donna.

È in uscita il tuo nuovo album, Lucid. Che cosa significa questo titolo?

Lucid rappresenta il luogo nel quale posso vivere pienamente la mia vita, e dove ho una profonda comprensione delle mie esperienze, così come la capacità di rompere i tabù e sentirmi più forte. Spero di aiutare anche chi ascolterà l’album a trovare la propria forza interiore.

Com’è nato questo disco e da dove hai preso ispirazione?

Ho scritto in prima persona tutte le canzoni del disco, principalmente da sola ma talvolta insieme a qualcun altro, mentre ero in viaggio da una parte all’altra del mondo oppure nel mio appartamento di Parigi, con il bagno rotto e sotto il caldo torrido della feroce estate parigina. Alcuni brani sono nati nel mio studio a Lagos, ma solo quando mi sono ritrovata a registrare l’album insieme al produttore Marlon B, mi sono resa conto che tutte le canzoni ruotavano intorno a un tema fondamentale, l’amore. Ho capito di avere messo insieme una sorta di diario della mia ultima relazione: la gioia, le risate, il desiderio e persino il dolore per il cuore spezzato, ho sublimato tutte le emozioni per riversarle dentro Lucid. Anche quando non parlo direttamente di me stessa, ci sono i miei pensieri e miei sentimenti, è un lavoro fortemente autobiografico.

Sei nigeriana e francese, oggi vivi tra Lagos, Parigi e Los Angeles. Quanto è importante questa pluralità di luoghi, stimoli e culture per la tua musica?

Mi considero una figlia del mondo. Sebbene le mie radici siano piantate saldamente a Lagos e Parigi, l’ispirazione mi viene davvero da ogni luogo che frequento, da ogni persona che incontro, da qualsiasi esperienza. Penso che sia questa la ragione che rende così difficile etichettarmi in un genere preciso. La libertà di fare e di essere è ciò che caratterizza la mia musica.

Per un’artista come te, ma in generale per ciascuno di noi, è importante definire se stessi o trovare il proprio posto nel mondo. Come definisci te stessa, come artista e come essere umano?

Credo che per me, ma forse per tutti, si tratti soprattutto di un percorso in evoluzione, un continuo work in progress, perché sono in costante crescita e in continuo cambiamento come essere umano, come donna e come artista.

Le tue canzoni sono scritte in lingue diverse, da che cosa dipende questa scelta di volta in volta?

Dipende dalla prima parola che mi viene in mente e che esce dalla mia bocca quando mi metto a comporre il brano. Cerco di seguire la corrente e di lasciare che la musica prenda la direzione che vuole, come se mi trovassi a dipingere di fronte a una tela vuota senza avere a priori un’idea del quadro che desidero realizzare.

Quale pensi che sia il ruolo che un musicista, o un artista in generale, possa avere nella nostra società? Ritieni che sia importante lanciare e diffondere un messaggio oppure credi che l’arte, la musica o la poesia possano permettersi di rispondere solamente a un’urgenza espressiva personale?

Sono convinta che l’arte possa sempre racchiudere un messaggio. Se hai il dono e l’opportunità di dire qualcosa di importante, devi farlo con tutti i mezzi a tua disposizione. Poeti, musicisti, pittori e artisti in generale, hanno cambiato il corso della storia e hanno avuto un enorme impatto nel mondo senza imbracciare le armi o ricorrere alla violenza. E oggi siamo il frutto di eroi del passato attraverso la loro musica, i loro film e libri, ma anche figli di tanti eroi non celebrati nelle nostre comunità.

Chi sono i tuoi artisti di riferimento nella musica?

I miei punti di riferimento, fin da quando ero bambina, sono Fela Kuti, Bob Marley e James Brown, tutti artisti che hanno utilizzato la loro musica per portare un effettivo cambiamento alla società. Dal mio punto di vista di ragazzina, questi grandi maestri non erano solo meravigliosi e creativi intrattenitori, ma erano anche capaci di educare le persone e trasformare la musica in un potente strumento di cambiamento.

L’ultima domanda sulla Nigeria: la sua produzione culturale sta vivendo un periodo di grande fermento, grazie soprattutto ad artisti come te, Chimamanda Ngozi Adichie, Davido ecc. Come descriveresti la scena culturale attuale di Lagos e della Nigeria?

La scena culturale nigeriana, e in particolare della capitale, è piena di vibrazioni e di vita. È giovane, ma si muove molto velocemente grazie all’evoluzione delle nuove tecnologie che facilitano la produzione e il consumo di cultura. Oggi in tutto il mondo si suona e si ascolta musica nigeriana o africana, si leggono romanzi e saggi di autori nigeriani, e la provenienza di questi prodotti culturali non rappresenta un problema o un ostacolo, nessuno si preoccupa del colore della pelle di chi fa buona musica o scrive ottimi libri. Posso solo dire di essere molto orgogliosa di essere considerata come parte di questa scena.

Ascolta ‘Lucid’ e scopri di più su ASA e sulle sue prossime date qui.

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Immagine di copertina | Foto di Tessa O’Connor per gentile concessione di ASA

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Claudia Galal

Claudia Galal

Metà italiana, metà egiziana, nata e cresciuta nelle Marche, passata per Bologna, adottata da Milano, lavoro nel campo della comunicazione e dei media. Scrivo di musica, street art e controculture, sono affascinata dalla contaminazione culturale a tutti i livelli.