‘Africa’, dei Toto, suonerà in Africa per l’eternità | Ce n’era bisogno?

‘Africa’, dei Toto, suonerà in Africa per l’eternità | Ce n’era bisogno?


Chi l’avrebbe mai detto che Africa, il pezzo del gruppo statunitense Toto contenuta nel loro quarto album (1982), sarebbe arrivata a diffondersi tra le dune del deserto più antico del mondo, il deserto del Namib, per opera dell’artista tedesco-namibiano, Max Siedentopf, che ha avuto l’idea di posizionarci la sua installazione sonora, intitolata Toto Forever. L’opera, composta da 6 speaker collegati a un MP3 e alimentata da batterie a energia solare, dovrebbe riprodurre il pezzo in loop per l’eternità, si legge sul suo sito.

“Anche se Africa è uscita nel 1982, è un brano, ancora oggi, molto presente nella cultura pop e spesso viene usata per i meme o trovi addirittura intere pagine su Reddit dedicate a questa canzone. Tutto questo mi ha molto intrigato, e così ho decicso di renderle un ultimo omaggio esibendo Africa in Africa,” ha dichiarato in un’intervista.

Quando gli hanno chiesto se l’intento della sua opera fosse quello di prendere in giro la tendenza dei non-Africani a esotizzare il continente, Siedentopf ha sottolineato che ci sarebbe molto da dire sugli stereotipi occidentali ma che, mettendoli da parte, l’obiettivo dell’installazione è guardare al lato più leggero delle cose e permettere a tuttichi?di apprezzarla. Forse chi gli ha rivolto la domanda si aspettava una risposta o coscienza diversa, chissà, magari tratto in inganno dalla doppia nazionalità dell’artista (nel 2016 la Germania si è apprestata a riconoscere formalmente il genocidio, compiuto dalle truppe tedesche tra il 1904 e il 1908, di 110.000 persone appartenenti ai gruppi Herero e Nama della Namibia, migliaia dei quali venivano portati in questo deserto e lasciati morire di fame e sete. Ad oggi, però, ancora nessun indennizzo).

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Questa foto di donne Herero fu pubblicata dal magazine BIZ – Berliner Illustrirte Zeitung-nel 1904, anno in cui il popolo Herero lanciò una rivolta contro i coloni tedeschi. Ciò portò all’ordine di stermino del gruppo etnico. Immagine e fonte via Npr

Al di là dei benificiari di questo omaggio, della scelta e del valore artistico, che potevano essere più forti nella misura in cui i fruitori non fossero solo i conoscitori dei Totoo ad uso e consumo solo di certi palatie della leggerezza che si vuole infondere all’opera (forse avrebbe dovuto scegliere un altro titolo, un’altra canzone, ma si sa, l’Africa è sempre un trending topic che acchiappa), se dovessimo fare ulteriori considerazioni ci sposteremmo su quelle di carattere ambientale. L’artista afferma che non rivelerà l’estatta posizione del luogo dove si trova l’opera, “che si tratta di un tesoro che solo i fan più fedeli dei Toto potranno trovare.”
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“Grazie al clima estremamente arido del deserto del Namib e ai giorni di solo sole, questa è la location perfetta. C’è abbastanza luce per farla funzionare per sempre e l’assenza di piogge non la distruggerà”. Esistono però anche le tempeste di sabbia, che sono frequenti, e altri fenomeni naturali che potrebbero distruggerla—o averla già distrutta, bye bye eternitàe disperdere pezzi dell’installazione in luoghi più remoti del deserto.

Ogni tanto non farebbe male mettere da parte l’ego da conquistatore della terra, rispettare l’ambiente che tanto deturpiamo, ed evitare di lasciare sempre il segno.

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Immagine di copertina | Foto di Max Siedentopf – via

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