Abe Odedina | La sacra arte di dipingere l’umanità

Abe Odedina | La sacra arte di dipingere l’umanità


“Un articolato dialogo contemporaneo tra epoche, culture e individui.” È così che 1:54 Ccontemporary African Art Fair presentava il lavoro dell’artista ed architetto nigeriano di stanza a Londra e Salvador de Bahia Abe Odedina.

L’arte di Odedina è un’interpretazione immaginaria dell’umanità e del mondo in cui questa fiorisce e prospera. Nei suoi lavori, la pittura in acrilico su compensato diventa un mezzo di espressione figurativo che dona vita agli dei, sfida le leggi di gravità, abbraccia concetti universali e dà forma al colorato universo metafisico di Odedina, universo in cui tutti gli elementi si uniscono intorno alla figura umana. “Quello che puoi intuire dai miei lavori è la centralità della figura umana. Gli esseri che dipingo non vengono dalla natura ma sono costruzioni mentali che faccio per esplorare concetti che ruotano intorno al nostro senso comune di umanità.”

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Tit For Tat (2017), di Abe Odedina

Per quanto possa sembrare una roba filosofica, quando abbiamo parlato con Odedina abbiamo capito che ci trovavamo di fronte a un vero personaggio. Stiloso, corpo slanciato coperto di tatuaggi, lo stesso architetto e pittore sembra un’opera d’arte, anche se riconosce che c’è una grande differenza nel modo in cui parlano i segni che coprono la sua pelle e il modo in cui crea e interpreta la sua arte.

“Raffigurare individui partendo da modelli o amici sarebbe troppo specifico. Io voglio raccontare le nostre storie. L’arte dello storytelling attraverso la pittura è completamente diversa da quella della scrittura. Ha una disciplina particolare ed è quella che abbraccio. Cerco di trovare il climax della narrazione che arriva al passato ma anche al futuro,” ci spiega. “È un continuum, sono interessato alla continuità perchè mi piace pensare che vengo da una lunga linea di maker africani. Sono onorato di far parte di quella tradizione che attraversa tutto il continente. Abbiamo fatto il lavoro più straordinario storicamente parlando e questo grazie alla meravigliosa relazione che c’è tra la forma e idee complesse, che ha a che fare con i rituali attorno ai quali sono state realizzate tutte le opere.”
griot _mag_ -abe -odedina _artista _nigeriano 1-54 african art fairgriot _mag -abe -odedina _artista _nigeriano_1-54 african art fairDopo una carriera di successo come architetto, il percorso professionale di Odedina è stato scombussolato da un viaggio in Brasile, la sua “conversione di San Paolo”, che ha trasformato la sua passione in un hobby e viceversa. Il folclore mistico di Bahia e Pernambuco, l’arte Voodoo di Haiti e i Pittori del Sacro Cuore, hanno influenzato e dato forma alla sua metamorofosi personale ed artistica.

“Lei è la Tempesta,” dice indicando un meraviglioso quadro di una “dea molto conosciuta in terra Youruba. È la ragione dietro il cambiamento nella vita. Arriva nelle nostre vite quando tutto è all’aria e pensiamo che sia arrivata la fine o che potrebbe arrivare. Ma è anche la dea della rigenerazione perchè una volta che si è pronti per agire, allora puoi scegliere se mentire oppure alzarti e cambiare le cose. E puoi non capirlo ma si tratta di rinnovo, trasformazione. Lei è coinvolta in tutti gli aspetti della nostra vita, da prima che nasciamo a quando transitiamo verso altri mondi. E la celebro sempre. La venerazione creativa è una parte importante della mia pratica artistica, gli dei hanno bisogno di noi, dobbiamo celebrarli. Se non lo fai, non avrai niente.

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The Tempest, di Abe Odedina

Perchè è importante? Perchè sono le nostre filosofie, sono radicate nel nostro concetto di mondo e siamo impoveriti perchè non capiamo il significato. Fanno parte dell’umanità, sono un sistema di pensiero sostenibile, di pensiero che dovremmo incorporare con tutte le altre cose che abbiamo nelle nostre vite. Non dobbiamo tornare indietro ma possiamo portarle con noi mentre avanziamo. Questo è quello che penso io.”

Non appena siamo entrate nello spazio dove c’erano i suoi lavori, alcuni pezzi hanno immeditamente catturato la nostra attenzione, come le tante casse di legno dipinte che erano sparse nella stanza. “Ho realizzato queste scatole commemorative per celebrare organizzazioni che penso dovremmo conoscere. Questo si intitola Agbekoya Society of Farmers against Suffering ‘.

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Agbekoya Society of Farmers against Suffering (2014), di Abe Odedina

Quest’altro ‘Life Abundance League’. Erano degli agricoltori e si occupavano delle piantagioni di cacao e degli interessi di… Il santo patriota degli agricoltori è Òrìṣà Oko, spesso rappresentato da un fallo che è un simbolo di forza vitale e di fertilità . È una cosa di cui tutti dovremmo essere consapevoli. E c’è anche una parte di me che sta cercando di disintossicare la sessualità maschile. È importante farlo, non dobbiamo confondere tutto con cose terribili, che è la tendenza, è conveniente e “fine della storia” per alcune persone. Non sono molto bravo a seguire quelle specie di nozioni.”

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Life Abundance League (2014) di Abe Odedina

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Life Abundance League (2014) di Abe Odedina

Per Odedina è stato un grande onore e privilegio partecipare con le sue opere in una delle fiere di arte contemporanea più autorevoli in circolazione che presentano artisti africani e della diaspora. Ci fa comunque notare i limiti in cui l’arte, soprattutto l’arte africana, è percepita. “Mi piacerebbe iniziare una conversazione così possiamo parlare. Una delle cose più interessanti è il gap che c’è tra la MIA intenzione e la TUA interpretazione. È qui che possiamo cominciare a parlare e far sì che il mondo prenda vita. È una cosa che cerco di far mia, non ne ho paura. Accolgo molto il dialogo perchè puoi percepirne il potere e poi agire. È come la tradizione orale del chiamare e rispondere. Quindi mi definisco un artista africano non perchè esiste una sola immagine di artista africano, ma per le dinamiche che spero di innescare. E sono molto orgoglioso di provarci e spero di riuscire a raggiungere l’obiettivo ogni tanto. È questo quello che faccio. È questa la sfida.”

Nel 2019 Odedina terrà una personale all’Underground Museum di Los Angeles. Inoltre è stato scelto tra i tre pittori i cui lavori saranno animati per i ‘Monologhi dei Bambini – The Children’s Monologues’, spettacolo teatrale diretto da Danny Bolyle, promosso dall’organizzazione di beneficienza Dramatic Need, e costruito sui racconti dei bambini che crescono nelle aree rurali e remote delle periferie africane. Questo evento unico andrà contemporaneamente in scena per una sola sera al Carnegie Hall di New Yok e al Johannesburg’s Market Theatre, Sudafrica, il 13 novembre. Qui trovate più dettagli.

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English – Abe Odedina | The sacred art of humanity

Tutte le foto | Johanne Affricot

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Celine Angbeletchy

Celine Angbeletchy

Sono una persona molto eclettica con un’ossessione per la musica e la sociologia. Nata e cresciuta in Italia, Londra è diventata la mia casa. Qui creo beat, ballo, canto, suono, scrivo, cucino e insegno in una scuola internazionale.

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